Reattività individuale agli alimenti e alle sostanze chimiche

gianni_capursoLa parola intolleranza ha sempre suscitato diatribe tra il mondo medico allopatico e il mondo della naturopatia. In medicina venivano contemplate tra le intolleranze alimentari e sindromi inerenti i deficit enzimatici ed errori metabolici, mentre la naturopatia considerava le intolleranze alimentari legate ad una risposta dell’organismo ad un’intossicazione e ad una insufficienza emuntoriale.

In questo lavoro, vedremo quale siano le ultime definizioni e gli ultimi studi in materia. In seguito, conosceremo gli strumenti tramite cui il naturopata può attuare vari percorsi di riequilibrio psico fisico per supportare un effettivo percorso di recupero del cliente. Aggiungeremo un tassello alle cause di queste disfunzioni metaboliche: l’aspetto emotivo e simbolico del cibo e degli organi dell’apparato gastrointestinale, di come tossine emozionali (e non solo ambientali e alimentari) possono rallentarne il loro funzionamento.

PARTE PRIMA
1. INTRODUZIONE EPISTEMIOLOGICA DELLE INTOLLERANZE ALIMENTARI
La parola intolleranza ha sempre suscitato diatribe tra il mondo medico allopatico e il mondo della naturopatia. In medicina venivano contemplate tra le intolleranze alimentari e sindromi inerenti i deficit enzimatici ed errori metabolici, mentre la naturopatia considerava le intolleranze alimentari legate ad una risposta dell’organismo ad un’intossicazione e ad una insufficienza emuntoriale. Sin dall’antichità è riconosciuto il legame tra ciò che si mangia e lo stato di salute, Ippocrate stesso ne studiò una correlazione. Solo all’inizio del 1990 arrivò la prima definizione dell’intolleranza: “reazione tossica all’ingestione di un alimento non mediata da sistemi immunitari (di solito IgE)”, ponendo definitivamente la differenza con il concetto di allergia. Il trend delle intolleranze è in continuo aumento, a causa delle sostanze inserite negli alimenti che l’apparato digerente non riesce a riconoscere, metabolizzare ed eliminare (conservanti, lievitanti, pesticidi, ecc).

2. CONCETTI DI IMMUNOLOGIA DELL’INTESTINO
Generalità
Il nostro organismo è in grado di riconoscere le sostanze proprie (self) da quelle non proprie (non-self), tramite il sistema immunitario che può essere:

  • congenito o aspecifico: acquisito dalla nascita come prima linea di difesa;
  • acquisito o specifico: costituito da anticorpi che attaccano l’antigene.

Il sistema immunitario, dunque, si avvale di una serie di mediatori chimici che intervengono nelle allergie:

  • globuli bianchi che difendono l’organismo dalle infezioni;
  • interleuchine, proteine secrete durante la risposta immunitaria;
  • anticorpi o immunoglobuline (Ig) che eliminano ogni antigene estraneo al corpo. Sono proprio le IgE che rilasciano dei mediatori chimici responsabili delle reazioni allergiche di tipo 1;
  • Complesso Maggiore di Istocompatibilità (MHC) è una proteina presente su ogni cellula umana che serve per distinguere le proprie cellule (self) da quelle estranee (non-self).

Cenni di anatomia del sistema immunitario
Le cellule del sistema immunitario hanno origine dal timo, midollo osseo (definiti organi primari), linfonodi, milza, MALT (tessuto linfoide associato alle mucose), placche del Peyer. Gli anticorpi “vergini” arrivano nel linfonodo o nella milza dove vengono attivati dopo aver riconosciuto il proprio antigene. Il ruolo del MALT è di assicurare una risposta immunitaria completa sia umorale (mediante linfociti B-anticorpi) che cellulare (mediante linfociti T) in seguito a stimoli antigenici locali. Una sottopopolazione del MALT che ha un ruolo importante, sono le placche del Peyer. Localizzate tra i villi intestinali dell’intestino tenue, costituite dalle cellule M specializzate nel consentire il passaggio di sostanze ritenute self dalle non self. Peculiarità di questo tessuto linfoide è che gli antigeni che arrivano, quando le condizioni del tenue sono alterate (es: infiammazione), non vengono processati, possono crearsi un varco fra le cellule M e dunque riversarsi nel torrente ematico innescando intolleranze alimentari e verso sostanze chimiche. Questo comportamento delle cellule M è definito Leaky Gut Syndrome (LGS – Sindrome dell’intestino microperforato). Dunque possiamo dire che una delle cause delle intolleranze e allergie alimentari è dovuta alla LGS, cioè un’aumentata permeabilità della mucosa intestinale che permette il passaggio nel torrente ematico di sostanze e di agenti non completamente digeriti e non riconosciuti dal sistema immunitario intestinale.

3. FUNZIONALITÀ DELL’INTESTINO
a. Funzione neuroendocrina: l’intestino secerne diversi ormoni che regolano la funzione degli organi, per esempio la gastrina che stimola la tiroide per la produzione della calcitonina, il pancreas a secernere l’insulina e allo stomaco a secernere succhi acidi;
b. Funzione digestiva: le molecole complesse vengono trasformate in unità sufficientemente piccole per essere assorbite ed essere utilizzate da tutto l’organismo. Queste operazioni vengono compiute dagli enzimi;
c. Assimilazione delle sostanze nutrienti;
d. Eliminazione degli scarti metabolici tramite le feci;
e. Sistema immunitario linfatico.

4. DISBIOSI E FLORA BATTERICA INTESTINALE
La flora batterica intestinale è un “ambiente ecologico” formato da miliardi di microrganismi, per lo più batteri, suddivisi in circa 500 differenti specie, che contribuiscono al benessere dell’intero organismo. Il numero di microrganismi che compongono la flora (detta anche microflora) batterica intestinale è davvero elevato, basti pensare che può essere anche 10 volte superiore al numero di tutte le cellule del nostro organismo. Quando c’è un’alterazione dello stato di equilibrio della flora microbica presente nella cavità orale, gastrointestinale e vaginale si parla di disbiosi. La cura della disbiosi si basa principalmente sul riequilibrio della flora microbica tramite probiotici (fermenti lattici) e prebiotici (sostanze di origine alimentare che promuovono la crescita dei fermenti lattici). La flora microbica fisiologica in simbiosi con l’organismo è chiamata eubiosi.

5. ALLERGIE, INTOLLERANZE E REATTIVITÀ INDIVIDUALE
Nel 1995, l’EAACI (European Academy of Allergy and Clinical Immunology) propose un grafico e un glossario per evitare equivoci e per avere un tracciato dignostico utile a formulare una diagnosi differenziale tra allergie alimentari, intolleranze alimentari e reattività individuali agli alimenti e sostanze chimiche. Innanzitutto abbiamo una distinzione delle reazioni avverse agli alimenti in tossiche e non tossiche. Le reazioni tossiche, acute o croniche, sono dovute a cibi avariati o che contengono tossine e/o contaminanti chimici e portano a intossicazioni, epatotossicità, nefrotossicità e neurotossicità.
Le reazioni non tossiche, invece, si dividono in: reazioni immunologiche (allergie IgE mediate) e reazioni non immunologiche (le intolleranze dovute a deficit enzimatico non IgE mediato). Le reazioni non immunologiche, ovvero le intolleranze, possono essere di natura:

  • enzimatica: l’organismo è incapace di metabolizzare alcune sostanze presenti negli alimenti (celiachia, intolleranza al lattosio, ecc…);
  • alimentare: dovuta all’ingestione di alimenti che contengono istamina e/o tiramina. Sono mediatori chimici che se non digeriti e resi inattivi nel lume intestinale, possono riversarsi nel sangue e creare squilibri;
  • farmacologica: dovuto all’ingestione di alimenti trattati con farmaci o diserbanti.

Inoltre ci sono cause indefinite, ed è proprio questo l’ambito di intervento del Naturopata con metodiche naturali, energetiche e olistiche.

6. TOSSINE ED ORGANI EMUNTORIALI
Lo stato di salute di una persona dipende in gran parte da quante tossine sono accumulate nel proprio organismo, in modo particolare nella linfa (tossilinfemia), nel sangue (tossiemia) e nel sistema nervoso. Di conseguenza il nostro corpo tenta di eliminare queste scorie attraverso gli organi emuntori per ristabilire l’omeostasi, ma nel momento in cui gli organi emuntori sono in squilibrio fisiologico ed energetico, ecco che le tossine vanno ad accumularsi e dunque intralciano il processo di omeostasi.
Le tossine possono essere di origine:

  • metabolica, a causa di una ipofunzione dell’apparato digerente (soprattutto a livello enzimatico);
  • emozionale, generate dalle emozioni vissute in seguito ad avvenimenti non graditi e /o ad atteggiamenti negativi;
  • esogene ambientali: metalli pesanti, stress, inquinamento ecc.;
  • alimentazione errata e squilibrata.

Spetta al sistema emuntoriale, quindi, mantenere l’omeostasi mediante la regolazione acido-basico dei liquidi organici, intra ed extra cellulari. Gli organi muntori si dividono in:

  • principali: fegato, cistifellea, intestino, rene e vescica;
  • secondari: vie respiratorie, mucose, polmone, pelle, ghiandole sebacee e sudoripare.

Durante la malattia, spesso, gli emuntori sono chiamati a sopperire eventuali disfunzioni e sollecitati ad un iperfunzionamento: per esempio se l’emuntorio interessato è l’intestino, si avrà diarrea. Successivamente si avrà una fase di ipofunzionamento stabilizzante, nel senso che i residui catabolici, creando un “ingorgo” nell’emuntorio, cercano una via alternativa per fuoriuscire dal corpo. Quando tutti gli emuntori principali saranno saturi, si passerà ai secondari che a loro volta si sovraccaricheranno. Quando anche i secondari saranno eccessivamente carichi, si riattivano gli emuntori primari con sintomatologie acute. Se la patologia sarà di lunga durata, il corpo chiederà agli emuntori ipofunzionanti, di lavorare di più con conseguente cronicizzazione della malattia.

Detossicazione e Drenaggio emuntoriale
Il drenaggio consiste in una stimolazione lieve e prolungata nel tempo degli organi emuntori per favorire l’eliminazione di tossine e residui catabolici che si accumulano nel nostro organismo, ripristinando l’omeostasi interna. Inoltre si eliminano i metaboliti e le tossine che si accumulano nei liquidi organici. Possiamo concludere la prima parte sapendo che il fenomeno delle intolleranze è dovuto ad un ipofunzionamento degli organi emuntori dell’apparato digerente e a un mancato riconoscimento delle sostanze non self (tossine e metaboliti) da parte dei sistemi di difesa dell’organismo e, in particolar modo, dei sistemi di difesa cellulari (granulociti) e dei sistemi di difesa del tessuto linfoide associato alle mucose (MALT), i quali, chiamati ad intervenire contro le sostanze non self, esauriscono la loro funzione difensiva abdicando (LGS) lasciando passare le tossine attraverso la mucosa intestinale (GALT).

PARTE SECONDA
7. METODI DI RICERCA DELLE REATTIVITÀ INDIVIDUALI
Il test delle intolleranze alimentari ha lo scopo di individuare quali alimenti e/o sostanze che scatenano, in un soggetto, fastidio e disturbi in vari distretti corporei. I metodi di ricerca ad oggi non sono tutti ben definiti e accettati dalla comunità scientifica. Oltre ai test convenzionali (test cutanei, test di provocazione orale, dosaggio delle IgE totali PRIST, dosaggio delle IgE specifiche RAST), ci sono anche test basati su metodiche diverse, che possiamo suddividere in: test ematici, test bio-elettromagnetici, test kinesiologici, esami iridologici, test dietologici ad eliminazione e rotazione.

Esami ematici

  • Test citotossico (Cytotoxic test): è un esame di laboratorio eseguito con un prelievo di sangue venoso da parte de personale medico o infermieristico abilitato. Consiste sull’osservazione al microscopio del comportamento dei globuli bianchi che a contatto con sostanze non self estranee e non riconosciute, reaggiscono immediatamente subendo danni (dalla semplice vacuolizzazione sino alla citolisi o disgregazione). L’analista, dunque, mette a contatto il sangue con degli estratti alimentari per determinare l’intolleranza.
  • Food Intolerance Test (F.I.T): consente di individuare quali proteine alimentari reagiscono contro l’organismo. Dopo un prelievo di sangue capillare, viene utilizzata la metodica standardizzata ELISA (metodo di analisi per individuare uno specifico antigene da parte di uno specifico anticorpo appartenente alla famiglia delle IgG ) rileva quale antigene alimentare reagisce alle IgG, così da poterlo eliminare dalla dieta.

Test bio-elettromagnetici

  • Elettro-Agopuntura secondo Voll (E.A.V.): non è invasivo, quindi non c’è l’utilizzo d’aghi oppure prelievi, l’apparecchiatura funziona a basso voltaggio ed è corredata da due elettrodi, uno di forma cilindrica ottonato con un’alta conducibilità elettrica che fa da massa e sarà mantenuto in mano dal paziente, e l’altro elettrodo a forma di penna sempre con una punta ottonata che utilizzerà l’operatore come sonda su un punto specifico della mano. Prima d’ogni test bisogna prestare attenzione che non ci sono campi elettromagnetici (cellulari, forni a microonde radio e televisori accesi in un raggio di 2 Mt. Poiché potrebbero influire sull’apparecchiatura dandoci non un valore errato, ma una mancanza di lettura. Il paziente al momento del test non deve avere a contatto diretto con la pelle oggetti metallici di qualsiasi genere, quindi collane, orologi, orecchini braccialetti etc. e almeno mezz’ora prima del test deve aver assunto almeno mezzo litro d’acqua, poiché questo liquido è un ottimo conduttore. L’apparecchio contiene in memoria 20 elementi suddivisi in gruppi coprendo un campo che va dagli additivi – conservanti – chimici, ad elementi alimentari di natura animale ecc fino ad arrivare al gruppo di prodotti ittici, con una scala di valori suddivisa in normale, soglia d’attenzione e Intolleranza. Ogni gruppo di questi fa capo ad un sottogruppo, quindi se l’apparecchio ci segnala uno squilibrio nel gruppo additivi ecc, dovremo cercare nella voce sottogruppo quel il componente segnalato, il suo valore numerico e in quale fascia (soglia di attenzione o Intolleranza).
  • Vega test: è stato sviluppato secondo i principi dell’ElettroAgopuntura di Voll ed ha aperto la strada all’applicazione diagnostica della teoria dell’agopuntura. A differenza della teoria EAV di Voll non vengono tuttavia misurati diversi punti del corpo uno dopo l’altro, ma e’ sufficiente un unico punto di agopuntura riproducibile per ottenere, in combinazione con diverse fiale test, una risposta dall’organismo. Il paziente viene collegato a un circuito a ponte di Wheatstone, in cui è incorporato un “favo”. Nel favo vi sono una serie di nicchie che ospitano di volta in volta una fiala sigillata contenente sostanze tossiche, rimedi omeopatici o altre sostanze, ciò serve per capire se vi sono corrispondenze o meno nel corpo di quelle sostanze e/o se certi rimedi omeopatici od altro, possono essere più o meno utili.

Test kinesiologico
Il test kinesiologico si basa sulla rilevazione della variazione del tono muscolare, quando il soggetto viene in contatto con cibi intolleranti. Il test kinesiologico evidenzia una variazione dello sforzo muscolare in seguito alla somministrazione, o al contatto, con una sostanza alimentare. Questa variazione può rappresentare il segnale di un’ipersensibilità o di un’intolleranza nei confronti della stessa sostanza testata. In pratica si tratta di una specie di prova di scatenamento, nella quale si valuta come reagisce il muscolo nel momento in cui l’organismo entra in contatto con la sostanza alimentare.

Test Iridologico
In Naturopatia, uno strumento essenziale è l’analisi iridologica. In caso di disbiosi, si evidenzia nello spazio interno al collaretto, un anello giallo o giallo-arancio che sta ad indicare un sovraccarico tossinico intestinale. Inoltre la forma del collaretto stesso è troppo allargata o ristretta.

Test di astinenza o a rotazione
È un metodo indicativo in quanto fornisce prove di sensibilità relative alla classe di alimenti reattivi e non ai singoli alimenti, ma inverosimilmente veritiero ed affidabile. Si suddividono gli alimenti assunti abitualmente in categorie e derivati: grano, latte, solanacee, olii, uova e sostanze nervine. Il metodo consiste nell’eliminare per 4 giorni tutti gli alimenti appartenenti a un gruppo e i suoi derivati, perché a livello metabolico, l’organismo impiega 72 ore per eliminare una sostanza non self. Il quinto giorno si reintegra un gruppo alimentare e se ne elimina un altro. Alla fine del ciclo possiamo considerare che: il soggetto sarà intollerante al gruppo di alimenti che mostrato un miglioramento durante la loro eliminazione e un peggioramento durante la loro assunzione.

8. TRATTAMENTI NATURALI DELLE REATTIVITÀ INDIVIDUALI
Attenuare l’infiammazione della mucosa intestinale
FITOTERAPIA
In fitoterapia i principi attivi o fitocomplessi delle piante officinali, sono somministrati in forma farmaceutica liquida o in estratto secco. Le piante prescelte in questa disciplina, hanno principalmente un’azione rivolta alla disinfiammazione della mucosa intestinale e rinforzo del sistema immunitario (Echinacea), all’attivazione del sistema emuntorio fegato-cistifellea (Cardo mariano, Ginepro e Tarasacco), al riequilibrio dell’eubiosi intestinale (Cramberola, Mirtillo rosso, Semi di pompelmo).

CARDO MARIANO SILYBUM MARIANUM GAERTNER
Famiglia: Asteraceae (Compositae).
Droga utilizzata: foglie, frutti (semi).
Principi attivi: flavonoidi (quercetina, apigenina e silimarina costituita da silibina, silicristina, silidianina, taxsifolina). Trigliceridi di acidi grassi insaturi (tocoferolo e fitosterolo). Steroli. Tannini. Amine. Tiramina.
Proprietà terapeutiche: Stimolante la funzionalità epatica, colagogo, coleretico, antiossidante, antiradicalico. Epatoprotettore, disintossicante epatico, utile nell’insufficienza epatica, disfunzioni epatiche da stress, intossicazione e abusi alimentari e da alcool, avvelenamenti, cirrosi, epatiti.
Meccanismo d’azione: la silimarina svolge un’azione vasocostrittiva periferica e un’azione antiossidante sui lipidi di membrana dell’epatocita. Attiva la sintesi proteica e la rigenerazione cellulare dell’epatocita, attraverso la stimolazione del RNA polimerasi del nucleo dell´epatocita, quindi, aumenta la sintesi proteica ribosomiale a cui è legata la capacità rigenerativa del fegato. Il meccanismo d´azione antiradicalico è riferito alla attività stabilizzante di membrana dei flavanoidi sugli epatociti che neutralizzano i radicali liberi e bloccano gli enzimi coinvolti nella formazione dei lipoperossidi. Inoltre, la silimarina favorisce la produzione di glutatione con azione disintossicante. L´azione epatoprotettrice si completa con un´azione normolipidemizzante.
Preparazioni e dosi: Tintura madre: da 30 a 50 gtt, dopo i pasti, 2 o 3 volte al dì. Estratto secco: 500 mg pro dose, 3 volte al dì.
Controindicazioni: reazioni di ipersensibilità individuali in soggetti sensibili alle compositae, non somministrare in gravidanza e agli ipertesi.
Effetti collaterali: la presenza di tiramina, in rari casi può produrre l’ipertensione. Somministrato di sera potrebbe provocare ipereccitabilità e insonnia.
Raccomandazioni: usare con cautela in soggetti ipertesi in quanto contiene tiramina.

CRANBEROLA VACCINIUM MACROCARPON AIT.
Famiglia: Ericaeae.
Droga utilizzata: succo dei frutti.
Principi attivi: antocianosidi. Flavonoidi. Tannini. Acido citrico. Acido malico. Acido chinico e Acido ippurico. Calcio.
Proprietà terapeutiche: prevenzione delle infezioni urinarie croniche. L’uso del Mirtillo palustre è particolarmente adatto per i disturbi acuti e cronici delle vie urinarie, come le cistiti, associate a disbiosi intestinali che diventano le vere fonti autogene di infezioni urinarie. Utile ai soggetti che con ricorrenti infezioni alle vie urinarie: cistiti e prostatiti. Il succo di Cranberola, assunto regolarmente, rappresenta un’alternativa per contrastare i rischi di osteoporosi, per l’abbondante quantità di calcio naturale in esso contenuto.
Meccanismo d’azione: l’azione del Cranberola è svolta dai tannini condensati contenuti nel succo della pianta, i quali, creano un film avvolgente intorno ai microrganismi impedendone lo sviluppo. Il succo dei frutti della pianta agisce con un’azione antiadesiva sulle superfici delle mucose, inibendo l’adesione cellulare dei batteri patogeni responsabili delle infezioni urinarie, fra cui anche l’Escherichia coli, principale responsabile delle infezioni urinarie. Inoltre, contribuisce a contrastare la colonizzazione di questi agenti patogeni nell’intestino e nella vescica. Mentre, il succo abbassa i valori del pH urinario, rende le urine acide contribuendo a rendere sfavorevole l’ambiente e lo sviluppo dei batteri.
Preparazioni e dosi: Succo: 300-500 ml di succo, 2 o 3 volte al dì. Estratto secco: 80-120 mg pro dose, 2 volte al dì. Polvere: 200-2250 mg pro dose, 2 o 3 volte al dì.
Controindicazioni: non somministrare in soggetti con tendenza all’acidosi sistemica e nei casi di iperuricuria e di iperossaluria. Non somministrare in gravidanza e allattamento. Il Cranberola, data la concentrazione abbastanza significativa di ossalati presente nel suo succo, è sconsigliato nei casi di nefrolitiasi (tendenza alla formazione di calcoli renali, che spesso sono costituiti proprio da ossalati).
Effetti collaterali: nei soggetti anziani che assumono omeprazolo e a cui venga somministrato succo di cranberola si può osservare un aumentato assorbimento di vitamina B12.

GINEPRO JUNIPERUS COMMUNIS L.
Famiglia: Cupressaceae.
Droga utilizzata: galbule mature.
Principi attivi: Olio essenziale (α e β-pinene, cadinene, canfene, cineolo, β-elemene, limonene, α e β-fellandrene, gejerone, mircene, junionone, junenolo, γ-terpinene, thujopsene, umulene. Flavonoidi. Resina. Tannini.
Proprietà terapeutiche: Diuretico, regolatore della funzionalità renale. Epatoprotettore. Regolatore metabolico, riduce l’ipercolesterolemia, l’iperglicemia e l’iperuricemia. Indicato nei reumatismi e artrosi con oliguria. Antisettico respiratorio con effetto secretolitico. Bechico, antispastico della muscolatura liscia bronchiale. Bronchiti catarrali ed affezioni respiratorie. Antisettico delle vie urinarie. Per uso esterno è indicato come rubefacente e risolvente, nelle affezioni reumatiche muscolari, e per fumigazioni inalatorie bronchiale.
Meccanismo d’azione: A livello epatico svolge un’azione rigenerante dell’epatocita. L’olio essenziale svolge un’azione diretta stimolante l’epitelio del glomerulo renale riduce il riassorbimento d’acqua, sviluppando una diuresi volumetrica con drenaggio di urea e cloruri. Inoltre, ha un’azione antisettica.
Preparazioni e dosi: Macerato glicerico: da 30 a 40 gtt pro dose, 3 volte al dì, lontano dai pasti. Tintura madre: da 30 a 50 gtt pro dose, 3 volte al dì, lontano dai pasti. Olio essenziale: 4-5 gtt pro dose, su veicolo, 2 o 3 volte al dì.
Controindicazioni: non somministrare in gravidanza, in soggetti affetti da gastrite, ulcera, enterocolite e infiammazioni renali.
Effetti collaterali: il ginepro causa irritazione dell’epitelio renale della mucosa gastrica ed intestinale. A dosi elevate può procurare aborto. Interazioni: l’assunzione di ginepro, in soggetti diabetici, può influenzare ed interferire con i livelli di glucosio.
Raccomandazioni: consigliare con prudenza in caso di gastriti, ulcera ed enterocolite.

MIRTILLO ROSSO VACCINUM VITIS-IDAEA L.
Famiglia: Ericaceae.
Droga utilizzata: foglie.
Principi attivi: Glucosidi (arbutina, piroside, sanbroside, galloil e caffeilarbutina). Flavonoidi (isoquercitrina, iperina). Acido ossalico. Tannini. Manganese.
Proprietà terapeutiche: Antisettiche, antimicrobiche ed antinfiammatorie delle vie urinarie, cistiti cistite, cistopielite, uretriti, prostatite, adenoma prostatico, fibroma e fibroma uterino. Sindromi intestinali, colibacillosi, coliti sia spastiche che diarroiche, meteorismo intestinale. Stimolante dei fenomeni immunitari.
Meccanismo d’azione: la presenza dell’arbutina, glucoside dell’idrochinone, e dei tannini conferiscono alla droga l’azione antinfiammatoria utile nelle cistiti, nelle uretriti e nelle pieliti. Provoca la caduta del titolo delle agglutine. Possiede un’attività polivalente che può essere sfruttata anche in virtù della sua azione reticolo-istiocitaria che sviluppa la capacità di stimolare i fenomeni immunitari.
Preparazioni e dosi: Estratto fluido: 0,2-0,3 g pro dose, 2 volte al dì. Macerato glicerico: 30-50 gtt pro dose, 2 o 3 volte al dì.
Controindicazioni: non impiegare in gravidanza ed allattamento e per periodi prolungati.
Raccomandazioni: le persone sofferenti di calcoli renali debbono limitarne il consumo a causa dell’alta percentuale di acido ossalico contenuto.

POMPELMO CITRUS MAXIMA L.
Famiglia: Rutaceae
Droga utilizzata: semi, frutto (buccia)
Principi attivi: Bioflavonoidi (esperidina, neoesperidina, quercetina, apigenina rutoside, canferolo). Naringina. Polifenoli. Vitamina C.- Aminoacidi. Fibre. Oli essenziali.
Proprietà terapeutiche: disturbi circolatori degli arti inferiori, alterazioni della funzionalità del microcircolo, fragilità capillare, edemi e ritenzione idrica, sindrome emorroidaria, stati infiammatori. Infezioni delle vie urinarie, infezioni del cavo orale, acne, gengiviti, infezioni della pelle, delle unghie e micosi cutanee, infezioni del tratto gastrointestinale in particolare per la diarrea del viaggiatore.
Meccanismo d’azione: il frutto ricchissimo di acido ascorbico e bioflavonoidi, svolge un’azione sinergica. I bioflavonoidi sono un gruppo di sostanze a struttura polifenolica (Vitamina P), aumentano la resistenza dei capillari e diminuiscono la permeabilità del microcircolo. La buccia del frutto è ricchissima di oli essenziali utilizzati in aromaterapia con azione antidepressiva, tonico della sulla circolazione e per uso topico negli oli da massaggio. La scoperta delle proprietà dell’estratto dai semi di pompelmo è relativamente recente, è stata individuata un’azione battericida ad ampio spettro, antivirale e antimicotica, tanto da essere definito uno dei più potenti antibiotici naturali. Tra gli effetti antibatterici, il pompelmo sviluppa un tropismo verso le infezioni della pelle e delle mucose, sia di natura batterica, virale e sia fungina. Gli studi in corso hanno confermato l’attività antibatterica ad ampio spettro (verso germi gram +, inclusi gli streptococchi, lieviti, muffe (inclusa la candida) e protozoi. È stata osservata un’azione sul sistema immunitario, dove rafforza l’organismo alla difesa dalle infezioni. Per queste caratteristiche l’estratto di semi di pompelmo trova ampia applicazioni, con eccellenti risultati per preparazioni orali e topiche nel trattamento di acne, gengiviti, infezioni da candida, squilibri di natura batterica e virale della flora intestinale (diarrea e coliti). Infine è indicato in caso di influenze, raffreddori e nelle affezioni infettive delle vie respiratorie.
Preparazioni e dosi: Estratto secco: 100 mg pro dose, 1 o 3 volte al dì. Polvere: 150-300 mg pro dose, 1 o 3 volte al dì.
Controindicazioni: è controindicata l’assunzione di succo di pompelmo in concomitanza all’assunzione di farmaci, per una possibile interferenza con il metabolismo del farmaco. È controindicato in caso di ipersensibilità individuale verso gli agrumi. Non usare in gravidanza ed allattamento.
Raccomandazioni: l’acidità tipica dell’estratto può causare acidità e bruciori di stomaco in alcuni soggetti, a cui si consiglia l’assunzione a stomaco pieno.

TARASSACO TARAXACUM OFFICINALE WEBER
Famiglia: Asteraceae (Compositae).
Droga utilizzata: Radice.
Principi attivi: alcoli triterpenici (taraxolo, taraxasterolo, taraxerolo, amirina, arnidiolo, taradiolo). Taraxacoside, tardiolotarassacoside (derivato dell’acido p-idrossi-fenilacetico. Lattoni amari. Sesquiterpeni. Steroli (beta-sitosterolo libero K). Principi amari, triterpeni pentaciclici (tarassicina). Steroli. Caroteni. Flavonoidi (eudesmanolidi). Inulina.
Proprietà terapeutiche: ripristino della funzione epatica e biliare, dispepsia, inappetenza. Diuretico, coleretico, colagogo, eupeptico (amaro salino), utilizzato nella dispepsia atonica gastrica ed intestinale, insufficienza epatica, emorroidi e stitichezza. Ha proprietà diuretica, tonica, depurativa del sangue, disintossicante e stimolante del fegato. Le proprietà drenanti, detossicanti e diuretiche indicano il Tarassaco come ottimo coadiuvante nel trattamento dell’obesità, ipocolesterolemizzante, patologie reumatiche, articolazioni gonfie con idrarto, gotta, artrosi, edema perimalleolare, tensione addominale. Disturbi e disordini della pelle eruzione cutanea, eczema.
Meccanismo d’azione: i principi attivi amari del Tarassaco attivano la funzionalità epatica, aumenta la secrezione di bile, con conseguente azione diuretica. Il tarassaco svolge una notevole azione drenante e depurativa che si esplica attivando la secrezione biliare e aumentando la diuresi (azione coleretica è dovuta agli alcoli triterpenici ed ai lattoni sesquiterpenici). Questi, oltre ad aumentare la secrezione biliare, stimolano i processi di coniugazione delle sostanze tossiche facilitando l’ eliminazione dei metaboliti dannosi per l’organismo e prevenendo anche la formazione dei calcoli biliari. L’azione diuretica è dovuta ai flavonoidi ed al potassio, facilita l’ eliminazione delle tossine responsabili di alcune forme infiammatorie e di ritenzione idrica e linfatica.
Preparazioni e dosi: Tintura Madre: 40-50 gtt pro dose, 3 volte al dì, dopo i pasti.
Controindicazioni: sconsigliato in soggetti con intestino irritabile, nelle occlusioni delle vie biliari e durante l’allattamento.
Effetti collaterali: può causare dermatite allergica da contatto dovuta alla presenza dell’acido taraxinico, lattone sesquiterpenico.

ECHINACEA ANGUSTIFOLIA HELLER
Famiglia: Asteracee (Compositae).
Droga utilizzata: Radice e parti aeree.
Principi attivi: olii essenziali (a-pinene, b-pinene, mircene). Alcaloidi (echinacoside, cinarina e verbascoside). Derivati dell’acido caffeico (acido clorogenico, acido cicorico e dicafeilchinici). Alchilamidi (echinaceina, ispobutilamidi). Flavonoidi (luteolina, quercetina, kaemferolo, apigenina). Mono e dicaffeati dell’acido tartarico e ferulati dell’acido tartarico. Fitosteroli. Betaina.
Proprietà terapeutiche: immunostimolante, antivirale, batteriostatico, antinfiammatorio e cicatrizzante. L’Echinacea aumenta le difese contro virus e batteri, stimola il sistema linfatico è impiegata contro tutti i tipi d’infezioni ed infiammazioni. Per la terapia coadiuvante e la profilassi delle infezioni ricorrenti del tratto respiratorio superiore (comuni raffreddori) e dell’apparato urogenitale.
Meccanismo d’azione: l’echinacea produce un aumento del numero, dell’attività motoria e fagocitica dei leucociti e dei granulociti. L’Echinacea stimola la produzione di ACTH (ormone corticotropo) e di conseguenza incrementa l’attività della corteccia surrenale con secrezione di steroidi antiinfiammatori. L’azione inibitrice della jaluronasi, responsabile dell’azione cicatrizzante, è da attribuire al glucoside echinacoside. La jaluronidasi tissulare riduce la diffusione nell’organismo di agenti patogeni.
Preparazioni e dosi: Estratto secco: 200 mg pro dose, 3 volte al dì. Tintura madre: da 30 a 50 gtt pro dose, da 2 a 3 volte al dì.
Controindicazioni: da non utilizzare in soggetti con malattie autoimmuni. Come con tutti gli immunostimolanti, non si raccomanda nei casi di alterazioni sistemiche progressive e nelle malattie autoimmuni come tubercolosi, leucosi, collagenosi, sclerosi multipla, AIDS o virus dell’HIV. Non somministrare in caso di allergia. Non somministrare in gravidanza.
Effetti collaterali: somministrare con cautela in soggetti con ipersensibilità alle Compositae. In rari casi si possono verificare reazioni da ipersensibilità, ad es. reazioni cutanee.
Raccomandazioni a scopo preventivo: è consigliabile assumere la pianta a cicli mensili, intervallati da 20 giorni di riposo. Nell’impiego a scopo curativo si consiglia di proseguire la cura fino a due settimane dopo l’avvenuta guarigione, per evitare ricadute.

Attivare le funzioni emuntoriali di fegato, cistifellea e pancreas: GEMMODERIVATI
Il drenaggio, consiste in una stimolazione lieve e prolungata nel tempo degli organi emuntori, per favorire l’eliminazione di tossine o residui catabolici che si accumulano nell’organismo, ripristinando l’omeostasi interna, in conseguenza ad abusi nell’alimentazione, assunzione di farmaci ed all’inquinamento atmosferico. Elimina i metaboliti che si liberano dal continuo ricambio cellulare, svolgendo un’azione stimolante sul Sistema Reticolo Endoteliale (SRE), deputato a fagocitare e neutralizzare tossine e sostanze estranee all’organismo umano. Gli emuntori sono gli organi che consentono il mantenimento dell’omeostasi corporea, ossia l’equilibrio acido- basico dei liquidi organici, intra ed extra cellulari, deputati all’eliminazione dei materiali di rifiuto dell’organismo. Nei trattamenti di drenaggio viene stimolato il sistema linfatico, che è deputato alla mobilizzazione delle tossine accumulate a livello del tessuto connettivo, che delimita gli spazi intercellulari, dove vengono “scaricate” in prima istanza le tossine che si formano all’interno delle cellule. Il drenaggio con i gemmoderivati, è utile sia durante la detossificazione, di pre-trattamento, sia durante la fase di mantenimento e reintroduzione degli alimenti.

Di seguito modelli di drenaggio utili contro le reattività individuali in gemmoterapia

Disturbi del fegato e cistifellea
Nocciolo
(Corylus avellana): il Nocciolo svolge un’azione antisclerosante del parenchima epatico, indicato nei casi di insufficienza epatica sclerosante, nei casi di cirrosi ed epatopatie con sclerosi del parenchima epatico e nei casi di cirrosi alcolica non ascetica.
Frassino (Fraxinus excelsior): è un rimedio che agisce contrasta a livello metabolico, del catabolismo delle nucleoproteine. Ha un’azione diuretica, uricosurica e antiflogistica a livello della parete della colecisti. È indicato come drenante biliare (nella colelitiasi e nella discinesia biliare) e renale (nella insufficienza renale e nella gotta).
Ginepro (Juniperus communis): il Ginepro MG svolge un’azione drenante sugli emuntori epato-renale, in particolare sul fegato è utile nell’insufficienza epatica grave con i parametri della funzionalità epatica di laboratorio alterati: insufficienza epatica, itteri, epatopatie croniche, epatopatie da farmaci, cirrosi, autointossicazione cronica. Il gemmoterapico è inoltre indicato nell’aerofagia, nel meteorismo e sembra esercitare un’azione regolatrice sul sistema neurovegetativo digestivo.
Rosmarino (Rosmarinus officinalis): è il rimedio della piccola insufficienza epatica, possiede un’azione epatotropa, eucinetica e antispasmodica sulla colecisti e sulle vie biliari, è un eccellente colagogo e coleretico, regolarizza la motilità della colecisti. L’azione può essere potenziata associandolo al Fraxinus excelsior MG. È indicato nell’insufficienza epatica, nelle discinesie delle vie biliari da iper o iposteniche, nella litiasi biliare, nelle coliche epatiche e nelle colecistiti.
Segala (Secale cereale): la Segale MG svolge un’azione di protezione e rigenerazione della cellula epatica. Riduce i valori elevati delle transaminasi epatiche, è indicato in casi di epatite acuta e cronica, favorendo la restitutio ad integrum del parenchima epatico e nel Morbo di Gilbert (iperbilirubinemia familiare).

Disturbi dello stomaco
Fico
(Ficus carica gemme): è un gemmoterapoico a tropismo elettivo per lo stomaco e il duodeno, agisce normalizzando la secrezione, del succo gastrico, la motilità gastroduodenale e con azione cicatrizzante delle mucose gastriche. È indicato per le distonie neurovegetative, nelle disfagie esofagee, gastroduodeniti e ulcere gastroduodenali, nelle turbe dispeptiche funzionali del tratto gastroenterico, meteorismo, aerofagia e per il colon irritabile.

Disturbi dell’intestino
Fico
(Ficus carica giovani radici): le giovani radici del Il Ficus carica MG, pur avendo un tropismo simile a quello delle gemme, svolgono un’azione specifica nel ristabilire una fisiologica peristalsi intestinale. La loro azione si svolge nel ristabilire una ripartizione adeguata ed omogenea tra la flora batterica intestinale e l’epitelio dell’intestino. Sono indicate nella costipazione da inerzia intestinale con tendenza a formare fecalomi e nella stitichezza ostinata da turbe neurovegetative. Negli stati distonici del colon è utile l’associazione con Vaccinium vitis idaea.
Mirtillo rosso (Vaccinium vitis idaea gemme): il Mirtillo rosso gemme MG regolarizza la funzionalità intestinale. È indicato nei disturbi del transito intestinali sia in senso iperdistonico con sindromi diarroiche, e sia in senso ipodistonico con costipazione e stitichezza. È considerato il rimedio elettivo del colon irritabile, del meteorismo e delle alterazioni dell’alvo.
Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus giovani getti): il Vaccinium myrtillus giovani getti, a differenza delle gemme, svolge un’azione specifica nei confronti delle colibacillosi intestinale e della vescica, nell’enterite e nella disbiosi intestinale.

Disturbi del pancreas
Noce
(Juglans regia gemme): le gemme del Noce sono indicate nell’insufficienza pancreatica funzionale e nei postumi delle pancreatici. È utile quando i valori delle amilasi pancreatiche sono elevate con assenza di sintomatologia specifica. È un rimedio indicato per le insufficienza pancreatica con sindromi da malassorbimento (flatulenza, meteorismo postprandiale, tensione addominale), e nei disturbi della glicoregolazione che sviluppano iperglicemia.
Gelso nero (Morus nigra): le gemme di Gelso hanno particolare organotropismo per il pancreas, è indicato nelle turbe del metabolismo glucidico in quanto sviluppa una blanda azione ipoglicemizzante.

Stimolare l’attività immunitaria delle GALT intestinali: OLIGOTERAPIA E SALI MINERALI
L’oligoterapia rappresenta una metodica terapeutica basata sulla somministrazione di oligoelementi diluiti e dinamizzati secondo il metodo omeopatico. Sono definiti oligoelementi, dal greco oligos (poco) gli elementi chimici presenti nell’organismo umano in concentrazione inferiore a 0.01% della massa corporea; quindi in un soggetto di 70 kg sono presenti circa 7 g di un determinato elemento. Menetrier affermava che la maggior parte delle patologie, rappresentano il risultato di vere e proprie “malattie funzionali” dell’organismo, che, se non corrette e riequilibrate, conducono alla patologia acclarata: “Le manifestazioni cliniche funzionali sono conseguenze di blocchi a livello enzimatico con rallentamenti e alterazioni a catena di vie metaboliche con possibili lesioni organiche”. Gli oligoelementi hanno un ruolo fondamentale nel mantenere l’equilibrio metabolico, e una loro carenza, definita ametallosi, porta a una malattia funzionale, secondo lo schema seguente:

ametallosi → carenza enzimatica → alterazione metabolica → malattia funzionale

L’azione degli oligoelementi si esplica a livello funzionale enzimatico o strutturale come parte integrante di ormoni, vitamine, tessuti, ecc. Gli oligoelemnti vengono classificati in funzione della loro attività ed importanza sui processi metabolici in essenziali e non-essenziali: Menetrier classifica in 4 diatesi gli stati individuali di terreno, più una quinta di disadattamento. Ogni diatesi corrisponde ad un oligoelemento.
Due sono le diatesi maggiormente implicate nelle reattività individuali:

  • Prima diatesi del Mn – Allergica o artritica: diatesi giovane, caratterizzata da tendenze morbose prevalentemente allergiche a carattere acuto e periodico.
  • Seconda diatesi del Mn Cu – Ipostenica: soggetto fragile con mancanza di resistenza allo sforzo fisico e intellettuale. Tendenze morbose caratterizzate da processi infettivi recidivanti con prevalenze allergiche a carattere acuto e periodico, le patologie assumono spesso forme croniche.

Cloruro di Magnesio: è un elemento essenziale presente in tutti gli organismi in quanto è cofattore indispensabile allo svolgimento di numerose reazioni ensimatiche. Si può considerare l’elemento eccezionale regolatore dell’omeostasi corporea. Una sua carenza determina disturbi del metabolismo (insufficienza digestiva, affezioni dell’apparato gastro-intestinale), della sfera emotiva (ansie, paure, mal di testa) e del ricambio (osteoporosi, calcificazioni).

Attenuare l’impatto psico-emozionale e simbolico verso gli alimenti: FLORITERAPIA
Il trattamento integrato con la floriterapia mira ad attenuare e riequilibrare stati emozionali conflittuali: accettazione, rifiuto, rabbia e collera rappresentano gli stati emozionali che inducono somatizzazioni e disfunzioni dell’apparato digerente. Il processo digestivo è anche determinato dagli enzimi pancreatici e lo stato di paura improvvisa da cattive notizie, determina un blocco del chakra del plesso solare con incremento di sebrezioni di enzimi pancreatici e iperglicemia. Di seguito i significati simbolici degli organi dell’apparato digerente, che ci permetteranno di comprendere a meglio quale rimedio sia più utile:
Simbolismo dello stomaco: rappresenta la nostra capacita di accettazione. I problemi di stomaco riguardano situazioni che non sono state digerite (indigestione), idee, alimenti o situazioni che rifiutiamo (vomito), situazioni che troviamo ingiuste e che fanno male (dolori) o che ci mandano in collera (bruciori, gastrite), una preoccupazione che ci e rimasta sullo stomaco, una grossa perdita di gioia dovuta a una situazione che consideriamo ingiusta (emorragia gastrica), una perdita di voglia di vivere legata a un senso di ingiustizia, oppure un senso di colpa per aver creato una situazione ingiusta (cancro). I sentimenti collegati sono rimuginazione e non accettazione.
Simbolismo del fegato: rappresenta l’adattamento. I problemi di fegato sono causati da inquietudini, da preoccupazioni (tra l’altro di ordine finanziario), dalla paura di mancare dell’essenziale (lavoro, cibo, un riparo), oppure da un rabbioso rifiuto di adattarsi, accompagnato da un senso di ribellione. Il sentimento collegato è la rabbia.
Simbolismo della cistifellea: siamo nella dinamica con il rapporto esterno, difficoltà a chiarire e gestire i nostri sentimenti. I sentimenti collegati sono collera frammista a rancore.
Simbolismo dell’intestino tenue: disfunzioni a carico del tenue, rappresentano la difficoltà di assimilare le esperienze. Inoltre indica una tendenza a giudicare gli eventi e gli altri , ragionando sempre in termini di bene o male, di torto o ragione. Il sentimento collegato è l’ansia.
Simbolismo dell’intestino crasso: a differenza del tenue, il crasso riguarda la nostra capacita di rilasciare o lasciare ciò che non ci è più necessario. Il sentimento collegato è l’auto repressione e la tristezza.

La floriterapia di Bach si colloca tra le terapie emozionali utilizzate dalla medicina naturale e psicosomatica. Verranno affrontati alcune essenze con particolare riferimento all’aspetto tipologico del fiore e ai relativi riscontri psicosomatici.
Beech (Faggio – Fagus sylvatica): definito da Bach il fiore dell’Intolleranza. Per quelli che sentono il bisogno di vedere di più il buono e il bello in tutto ciò che li circonda e, benché molto appaia sbagliato, di avere la capacità di vedere il buono crescere dentro. Possono così essere più tolleranti, indulgenti e comprensivi rispetto ai diversi modi in cui ciascun individuo e tutte le cose si impegnano per raggiungere la propria perfezione finale. Possibili sintomi: dolori dovute a tensioni nervose, disturbi gastro-intestinali, epatici, ulcera, stitichezza, emorroidi.
Centaury (Centaurea – Centaurium umbellatum): è il rimedio per le persone che trovano difficile dire di no agli altri. Persone gentili, quiete, miti, estremamente ansiose di servire gli altri. Chiedono troppo alle proprie energie nel loro intento. Il loro desiderio cresce al punto da rendersi più servitori che non volonterosi aiutanti. La loro natura gentile li conduce a compiere più di quanto non competa loro, e ciò facendo rischiano di trascurare la propria particolare missione di vita. Possibili sintomi: gastrite, meteorismo, colon irritabile dovuti dalla tendenza di assumersi i pesi della vita.
Chestnud Bud (Ippocastano – Aesculus hippocastanum): per quelli che non si avvantaggiano fino in fondo dell’osservazione e dell’esperienza, e impiegano più tempo di altri ad apprendere le lezioni della vita quotidiana. Mentre per qualcuno un’esperienza sola è sufficiente, a tali persone è necessario farne di più, talvolta molte di più, prima di imparare la lezione. Di conseguenza, con loro dispiacere, si trovano a ripetere il medesimo errore in diverse occasioni, quando una sola volta avrebbe potuto essere sufficiente, oppure, osservando gli altri, avrebbero potuto evitare persino quell’unico sbaglio. Possibili sintomi: gastrite, apatia, tendenza ad ammalarsi delle stesse malattie cronicizzandole, difficoltà di digestione e di assorbimento intestinale.
Clematis (Clematide – Clematis vitalba): per quelli che sognano ad occhi aperti, sono assopiti, non completamente svegli, non hanno grande interesse nella vita. Persone tranquille, non realmente felici delle circostanze in cui si trovano, vivono più nel futuro che nel presente; nella speranza di tempi più felici, quando i loro ideali potranno realizzarsi. Nella malattia alcuni non si sforzano molto, o per nulla, di migliorare, e in certi casi possono persino anelare alla morte, nella speranza di tempi migliori. Possibili sintomi: disturbi nella digestione con dolori addominali post prandiali accompagnati da nausea, scarso assorbimento biliare dovuto a indolenza e disinteresse. Soggetto a disturbi dell’alimentazione: bulimia e anoressia per rifiuto della realtà.
Crab apple (melo selvatico – Malus pumila): è il rimedio depurativo. Per quelli che hanno la sensazione di avere in se stessi qualcosa di poco pulito. Spesso si tratta di qualcosa apparentemente insignificante; in altri casi può trattarsi di un disturbo più serio, pressoché trascurato rispetto alla sola cosa su cui la persona concentra la propria attenzione. Entrambi i tipi sono ansiosi di sbarazzarsi di quell’unica cosa che riveste la maggiore importanza nella mente e che sembra loro essenziale curare. Si deprimono se la cura fallisce. Trattandosi di un depurativo, questo rimedio ripulisce le ferite se il paziente avesse motivo di pensare che sia penetrato un veleno da eliminare. Utile nei digiuni e nelle cure disintossicanti. Possibili sintomi: problemi di digestione dovuti a intossicazione tossinica.
Heather (Erica – Calluna vulgaris): per quelli che sono sempre alla ricerca della compagnia di chiunque possa mostrarsi disponibile, trovando necessario discutere i propri affari con altri, non importa di chi si tratti. Sono molto infelici se debbono star soli per qualche tempo, breve o lungo che sia. Possibili sintomi: ipocondriaco, mal di stomaco, crisi asmatiche o tosse.
Holly (Agrifoglio – Ilex aquifolium): per quelli che talvolta vengono assaliti da pensieri di gelosia, invidia, vendetta, sospetto. Per le diverse forme di contrarietà e corruccio. Possono soffrire molto nel proprio intimo, benché spesso non vi sia una reale causa a giustificare tale infelicità. Possibili sintomi: acidità di stomaco, gastrite, problemi di digestione, coliche epatiche da invidia e gelosia, disturbi intestinali, stitichezza e diarrea.
Impatiens (Impatiens – Impatiens glandulifera): per quelli che sono veloci in pensieri e azioni e desiderano che tutto sia fatto senza esitazione o ritardo. Quando malati desiderano ansiosamente una rapida guarigione. Trovano molto difficile essere pazienti con le persone lente, considerandolo un difetto e una perdita di tempo, e si adoperano in tutti i modi per rendere tali persone più sollecite. Spesso preferiscono lavorare e pensare da soli, per poter fare tutto secondo i propri ritmi. Possibili sintomi: disturbi della digestione e dell’assorbimento dovuto ad un appetito incontrollabile. Mangia troppo do fretta sviluppando problemi epatobiliari.
Mimulus (Mimolo giallo – Mimulus Guttatus): per quelli che hanno paura delle cose del mondo: malattie, dolore, incidenti, povertà; paura del buio, di essere soli, della fortuna avversa. Le paure della vita quotidiana. Queste persone sopportano i propri timori silenziosamente e in segreto, non ne parlano liberamente ad altri. Possibili sintomi: problemi gastrici, colite catarrale, colon irritabile, diarrea o incontinenza fecale, dovuti da uno stato di tensione e paura interiore.
Olive (Olivo – Olea europea): fiore della convalescenza, per quelli che hanno sofferto molto mentalmente o fisicamente e sono tanto stanchi e affaticati da sentirsi allo stremo delle forze, incapaci di compiere il minimo sforzo. La vita quotidiana per loro è un duro lavoro, senza piacere. Possibili sintomi: deficit immunitario, nausea, vomito, disturbi epatici e intestinali dovuti da depressione persistente.
Scleranthus (Scleranto – Scleranthus annuus): per quelli che soffrono molto perché non riescono a decidere tra due cose, in quanto ora pare giusta l’una ora l’altra. Generalmente sono persone quiete, e sopportano la propria difficoltà da sole, in quanto non inclini a discuterne con gli altri. Possibili sintomi: alternanza da stitichezza a diarrea, colite, colon irritabile.
Star of Bethlehem (Latte di gallina – Ornithogallum umbellatum): per quelli che soffrono molto in condizioni che, per un certo tempo, causano grande infelicità. Lo shock in seguito a gravi notizie, la perdita di una persona cara, lo spavento dopo un incidente o altro. A coloro che per un certo periodo rifiutano di essere consolati, questo rimedio porta conforto. Possibili sintomi: disturbi nella deglutizione, nausea e vomito, difficoltà a lasciarsi andare, stipsi.
Sweet Chestnut (Castagno dolce – Castanea sativa): è il fiore della somatizzazione. Per quei momenti che accadono a certe persone in cui l’angoscia è tanto grande da sembrare insopportabile. Quando la mente o il corpo sentono di aver raggiunto il limite della sopportazione, e che sia giunto il momento di cedere il passo. Quando sembra non rimanere altro che distruzione e annientamento da affrontare. Possibili sintomi: insufficienza epatica, ulcera, coliche biliari da disperazione, disturbi dell’appetito.
Vine (Vite – Vitis vinifera): è il fiore dell’infiammazione. Persone molto capaci, certe della propria abilità, sicure di ottenere successo. Essendo così sicure, pensano che sarebbe un bene per gli altri se questi potessero essere persuasi a fare le cose come le fanno loro, o come sono certe essere giusto. Persino nella malattia danno ordini a chi le assiste. Possono essere di grande valore nell’emergenza. Possibili sintomi: inappetenza, intollerante con problemi gastrointestinali, biliari, meteorismo, alitosi e colon irritabile.
Water Violet (Violetta d’acqua – Hottonia palustris): è il fiore della solitudine. Per quelli che in salute o in malattia amano star soli. Persone molto quiete, che si muovono senza far rumore, parlano poco, e in modo sommesso. Molto indipendenti, capaci e sicure di sé. Non danno grande importanza alle opinioni altrui. Sono riservate, lasciano in pace le persone e vanno per la propria strada. Spesso acute e di talento. La calma e la tranquillità che le contraddistinguono sono una benedizione per chi sta loro intorno. Possibili sintomi: inappetenza e problemi gastrointestinali dovuti alla carenza di affetto.
White Chestnut (Ippocastano bianco – Aesculus hippocastanum): per quelli che non riescono ad evitare che pensieri, idee, argomentazioni indesiderate si insinuino nella loro mente. Generalmente nei periodi in cui l’interesse del momento non ha forza sufficiente a mantenere la mente occupata. Pensieri che preoccupano e non se ne vanno, o se cacciati per un momento, poi ritornano. Sembrano girare e rigirare e causano tortura mentale. La presenza di pensieri tanto spiacevoli allontana la tranquillità ed interferisce con la capacità di pensare al lavoro o al piacere quotidiani. Possibili sintomi: stanchezza, insonnia, dolori addominalicausati da pensieri ossessivi.
Willow (Salice giallo – Salix vitellina): per quelli che hanno sofferto avversità o sventure e trovano difficile accettarle senza lamentele o risentimento, poiché giudicano la vita soprattutto in funzione del successo. Sentono di non aver meritato una prova tanto grande, che è stato ingiusto, e ne sono amareggiati. Spesso provano minor interesse e sono meno attivi in ciò da cui un tempo traevano piacere. Possibili sintomi: mal di pancia, colite, disturbi digestivi ed epatici, ulcera e inappetenza.

Riequilibrare la flora intestinale: PROBIOTICI E PREBIOTICI
La cura della disbiosi intestinale si basa principalmente sul ripristino dell’equilibrio della microflora, Pertanto è consigliabile l’uso di alimenti e integratori alimentari contenenti probiotici (fermenti lattici), prebiotici e vitamine del gruppo B. I prebiotici sono sostanze di origine alimentare che promuovono la crescita dei fermenti lattici; i prebiotici più conosciuti sono: oligofruttosio, inulina, galatto-oligosaccaridi, lattulosio. Gli integratori alimentari contenenti probiotici e prebiotici, sono denominati simbiotici. I probiotici più utilizzati sono: il Lactobacillus acidophilus e il Lactobacillus bulgaricus (producono acidofillina e lactocidina, sostanze attive verso i batteri gram-positivi e gram-negativi con azione antibiotica, che si manifesta soprattutto a livello del colon) e il Bifidobacterium bifidum con azione rivolta principalmente verso batteri del colon. Il dosaggio dei fermenti lattici si esprime in UFC (unità formanti colonie), variabile da 2 miliardi a 20 miliardi di UFC.

a cura di Gianni Capurso

reattivita-individuale-agli-alimenti-e-alle-sostanze-chimiche-libro

Reattività individuale agli alimenti e alle sostanze chimiche
Rivisitazione del concetto di intolleranze alimentari

Dibuonoedizioni, Giandomenico Carbone, Rocco Carbone, Domenico Di Tolla

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